| ulivo velletri |
|
Il Partito dell’Amore
Guardare in faccia il popolo berlusconiano è un’esperienza formativa. Consiglio a tutti di partecipare alla prossima adunata oceanica. Aiuta a capire come questo paese si sia ridotto. Ecco le impressioni di alcuni amici dopo la “marcia per la sicurezza” di lunedì sera a Milano. Annamaria Doveva essere una manifestazione per la sicurezza della città ma era solo una marcia di Forza Italia e amici contro il governo e in difesa dei propri interessi. Sono stata aggredita e insultata solo perchè gentilmente distribuivo un volantino senza nessuna firma politica e in difesa della legalità. Era solo un invito a riflettere sulle contraddizioni del nostro tempo. Ma per alcuni la nostra presenza era molesta. Le persone più violente e aggressive erano quelle sicuramente più ricche e benestanti (si distinguevano per abbigliamento e portamento) che non hanno voluto avere con noi alcun dialogo. Un’altra parte invece aveva voglia di parlare e di ascoltare, anche se fermamente convinti che Berlusconi e i suoi soci siano il meglio a cui aspirare. Questa sera ho toccato con mano il potere della televisione e dei media, ho visto come si può radere in massa il pensiero delle persone facendogli credere che stanno pensando. Grandioso! E che dire del discorso di Silvio Berlusconi: niente, è sempre uguale, sempre in difesa dei suoi interessi e del suo potere. Come diceva Montanelli: questo signore “non ha idee, ha solo interessi.” Elia “Milano onesta in piazza con la destra”: questo lo slogan del giorno in cui il Procuratore Generale di Milano ha chiesto 5 anni di reclusione per Silvio Berlusconi. Il Capo viene osannato e invocato come un altro Padre Pio da toccare nella speranza di un miracolo. In piazza sfilano politici che chiedono polizia e sicurezza e in pari tempo delle regole fanno strame, ma si sa: la parola di alcuni vale più di tanti fatti. Tanta demagogia sembra quasi superflua davanti ad un popolo che si accontenta di quattro slogan. Onestamente ieri stavo proprio male, per carità c’erano parecchi fenomeni da baraccone, parecchi personaggi folkloristici ma non mi riusciva proprio di sorridere perchè penso che non ci sia davvero nulla da ridere. Vedere che buona parte del mio paese è così mi incute sempre profonda tristezza. Roberto Sono ancora sconvolto dalla marcia di ieri nonostante siano passate già un bel po’ di ore, ma soprattutto preoccupato. C’è tanta ignoranza in giro. La massa non pensante fa paura. Moltissimi sembravano i maiali di Orwell nel libro La fattoria degli animali. Nessuno spirito critico, nessuna voglia di sapere e conoscere la verità (o ancor peggio di celarla), la presunzione di stare dalla parte del giusto anche se Silvio & Co non sono persone oneste e rispettabili. La gente si fa prendere facilmente dall’entusiasmo, dalla forza delle parole, dal modo di comunicare. Non ricorda o non vuole ricordare che chi parla per numerosi anni ha governato il paese e non ha risolto e fatto niente di significativo per la sicurezza. Come possono parlarmi di legalità persone ultra-graziate dalla prescrizione? La vergogna peggiore è stata vedere gente che rifiutava il nostro volantino dicendo che non era il momento, non era l’occasione giusta, non era opportuno ricordare ai politici che parlavano di sicurezza e legalità che non potrebbero farlo, dati i loro curricula giudiziari. Tanta gente diceva: “siete di sinistra”, “se non vi piace andatevene”, “non rompete i cog…”. Io non sono di nessun partito politico. Sono solo un cittadino, costretto a scendere in piazza per informare, stanco di vedere la massa non pensante distruggere l’Italia con i suoi voti. Non sono la metà d’Italia queste persone, sono di più. Perchè anche a sinistra non riesco a vedere nessuno spirito di cambiamento. Diego Sapevo della sua esistenza. Prima di ieri, però, non l’avevo mai percepita di persona. Il popolo berlusconiano è sceso nelle strade milanesi. Valori come l’onestà dei politici e la correttezza nelle istituzioni non rientrano nelle loro priorità, anzi. Colui che s’azzarda a esprimere indignazione verso la corruzione dei “colletti bianchi”, viene bollato come un comunista, terrorista, drogato e ignorante. Ieri ho provato un senso d’impotenza. Mi sentivo odiato dai miei concittadini. Mi sentivo solo. Ho preso coscienza del fatto che molti cittadini come me non condividono quei valori che stanno alla base di una convivenza civile. Mi sono sentito disprezzato nonostante il mio fine sia quello di raggiungere il bene comune. Franz Aggressiva intolleranza. Un’esperienza che mai un individuo dovrebbe subire quando in modo pacifico e democratico si muove tra concittadini che non condividono le sue idee. Mai in un paese democratico. Non abbiamo provocato. E’ stata la nostra presenza, il nostro esistere in mezzo a loro ad essere percepito come provocazione. Ad innescare una violenza verbale che non si è trasformata in violenza fisica perché siamo stati noi a defilarci quando gli improperi ci incalzavano, senza mai rispondere a quella volgarità gratuita. Tra gli insulti ho parlato con molte persone. Tra queste un abbraccio lo mando ad un Vigile del fuoco. Un ragazzo che mi ha raccontato il dramma di migliaia di interventi nella totale insufficienza numerica del personale. Il dramma di rischiare a volte la vita per una precarietà che non permette di guardare al futuro. Il dramma di contratti che durano al massimo tre settimane e che non possono accumularsi per più di un centinaio di giorni. Il dramma di dover aspettare per sapere se ancora ci sarà il lavoro. Dal palco, nella retorica delle dichiarazioni, una parola è stata accuratamente taciuta: legalità. Sicurezza sì. Legalità chissà. Come se potesse la prima esistere senza la seconda! Prodigi di un paese chiamato Italia. Frederik Perché siamo caduti così in basso? Questa è la domanda inesorabile che mi è costantemente balenata per il cervello ieri sera. Lo spettacolo era desolante ma tutti festeggiavano, urlavano, inneggiavano il niente come presi da un delirio collettivo. Ho visto sudditi, non cittadini, crogiolarsi nel pensiero unico del loro capo, sostenendolo come un salvatore della patria, manifestando emozioni, sentimenti, gesti incongruenti. Ma questo di per sé non è un fattore negativo, lo diventa purtroppo quando non vi è cultura politica, memoria né senso critico. Troppo spesso di fronte a domande equilibrate e di semplice riflessione le risposte erano dominate dal sentito dire, tutti avevano bisogno di capire la “provenienza politica della domanda”, inquadrati nella dottrina che forse neanche loro bene padroneggiano … E’ vero: è stata una manifestazione pacifica ma l’aggressività derivante dalll’ignoranza non ci impiega molto a mutare in attività repressive di violenza esplicita: ce lo dice la nostra gloriosa storia. Un episodio particolarmente significativo al riguardo è stata la corsa militare con la quale l’onorevole Ignazio la Russa ha guidato un gruppo di ragazzi di An e Azione giovani, ma anche l’assenza di indignazione del “popolo liberale” di fronte ai nostri ironici inneggiamenti al Duce. http://www.pieroricca.org/ |