ulivo velletri


aprile 2 2007

Intervista a Basilio Rizzo

La partitica è un buon affare. Un business florido, ad alto reddito e rischio zero. Basta entrare nel giro che conta, mettersi in luce agli occhi di chi decide e avere il dono della gratitudine. Così uno si sistema a vita, senza necessariamente fare qualcosa di illegale. Il sistema della corruzione post mani pulite è ben congegnato. E ha questo presupposto: la totale promiscuità fra politica e amministrazione. Mentre noi inseguivamo i nostri affanni, i nostri eroi hanno trovato le istruzioni per l’uso. Cioé il modo di spremere soldi pubblici in forme più sofisticate della vecchia mazzetta: consulenze d’oro, sinecure strapagate, incarichi negli enti pubblici, assunzioni facili.
Basilio Rizzo, consigliere comunale a Milano per la lista Fo, chiama tutto questo: darwinismo della corruzione. E mi ha raccontato le ultime assunzioni della signora Moratti. Bei contratti da due-trecentomila euro l’anno per cinque anni ad amici degli amici. C’è il buon Piero Borghini, che fa il direttore generale del Comune senza mollare la poltrona di consigliere regionale. Una discussa signora è stata chiamata apposta dalla Calabria a occuparsi di sanità, per meriti Udc. Un esponente di An è stato nominato a presidiare il settore pubblicità, che deve rimanere saldo nelle mani del partito di Fini. Bonomi e D’Alessandro, già noti alle cronache di tangentopoli, sono stati designati al vertice della Sea e poi respinti dal “comitato dei saggi”. Un ex candidato non eletto della lista Moratti è stato chiamato a dirigere un ente per la tutela degli animali: è del ramo, in quanto “parente di veterinari”. Un genio compreso prende 900 euro al giorno (più un bonus di diecimila per le spese) e nessuno ha capito che cosa fa. I prescelti da donna Letizia sono 68. Per stipendiarli (e consentire loro di sdebitarsi con chi li ha nominati) i cittadini milanesi sborsano quasi 10 milioni di euro l’anno. Se tutto va bene, il prossimo sarà Elio Catania. Il suo ultimo incarico è stato di amministratore delle Ferrovie dello Stato. Le ha lasciate con debiti miliardari e le cimici tra i sedili, portandosi a casa una liquidazione da nababbo. Un curriculum esemplare. Donna Letizia lo vuole a tutti i costi al vertice dell’Atm.

Intervista a Basilio Rizzo - Prima Parte

Intervista a Basilio Rizzo - Seconda Parte

http://www.pieroricca.org/


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