ulivo velletri


aprile 5 2007

Cocaina a colazione

Un tempo era la droga dei ricchi. Ora è la droga di tutti. La sniffano gli adolescenti in discoteca, i senatori a vita, i chirurghi plastici, i camerieri dei night. La cocaina è un additivo trasversale, democratico. Circola ovunque. Lascia tracce sulle banconote, nei fiumi, nelle discariche. Muove masse enormi di denaro (60 volte il fatturato annuo della Fiat, secondo lo scrittore anti-camorra Roberto Saviano), che mantengono in piedi l’economia nazionale. Spesso gli assuntori l’accompagnano a pasticche, psicofarmaci e superalcolici. Si è radicata l’illusione che la polvere bianca sia un additivo gestibile, capace di migliorare la qualità della vita. In realtà erode la salute psichica, crea danni difficilmente riparabili e, quel che è peggio, mette a rischio la vita degli altri. I cocainomani sono tra noi, sfrecciano nel traffico, fanno i primari ospedalieri, insegnano, conducono una vita apparentemente normale. Che normale non è. Lo psichiatra Riccardo Gatti studia da anni il fenomeno e cerca di aiutare le persone a disintossicarsi. L’ho intervistato nel suo ufficio di dirigente dell’Asl di Milano. Gatti prevede un aumento del 50% di consumatori entro il 2009. Sostiene che la coca è parte integrante di un format di consumo, di uno stile di vita, di una sorta di “doping della vita moderna“, in cui ogni sostanza è conusmata per il suo valore emozionale. Sia il consumo sia lo spaccio sono molto cambiati negli ultimi anni. I prezzi sono abbordabili. La vendita è reticolare, i consumatori diventano facilmente piccoli spacciatori, Il business ricalca il modello della grande distribuzione e ha bisogno di espandersi di continuo.

Ecco l’intervista a Riccardo Gatti.

http://www.pieroricca.org/

 


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