ulivo velletri


aprile 8 2007

90 atomiche in giardino


Aviano

Adesso Arturo Parisi è troppo preso con la fondazione del partito democratico, pietra angolare di ogni riformismo.
Quando si sarà liberato da quest’incombenza epocale, proveremo a chiedergli conto delle famose novanta bombe atomiche di Aviano e Ghedi, sulle quali nessun governo italiano ha mai dato informazioni chiare. Egli, almeno in teoria, è ministro della difesa: quindi qualcosa dovrebbe sapere.
Intanto il comitato Via le bombe di Pordenone continua la sua battaglia. Apprendo con piacere da uno dei suoi promotori, Tiziano Tissino, che diverse testate giornalistiche hanno tratto spunto dall’intervista che mi ha concesso per rilanciare la questione, da ultima Rainews 24 che ha realizzato un’ampia inchiesta. Si può vedere in rete qui

Questo è il sommario dell’inchiesta.

Roma 4 Aprile 2007
Quelle imbarazzanti novanta atomiche in giardino
di Mario Sanna, Angelo Saso, Maurizio Torrealta

Nonostante il profondo segreto su questo argomento, una organizzazione
non governativa americana, la NRDC (Natural Resources Defense Council),
ha pubblicato la mappa degli ordigni atomici presenti in Europa e in
Italia: si tratta di circa 480 atomiche in Europa e 90 in Italia.

Rainews24 ha intervistato negli Stati Uniti Hans M. Krinstensen,
l’autore del rapporto sulle atomiche in Europa per la NRDC.

Rainews24 ha anche intervistato alcuni dei cittadini di Aviano che hanno
citato in giudizio civile il Governo degli Stati Uniti con la richiesta
che vengano rimosse le armi atomiche presenti ad Aviano, perché -
secondo loro - “pericolose ed in contrasto con il Trattato di Non
Proliferazione Nucleare, sottoscritto e ratificato dall’Italia, che
sancisce l’obbligo per il nostro paese di non ospitare ordigni nucleari
e per un paese nucleare, come gli USA, l’obbligo di non dispiegare tali
armamenti al di fuori del proprio territorio”.

Impossibile sbarazzarsi degli ordigni atomici nel nostro paese?

Rainews24 ha intervistato l’ex ministro della Difesa e l’ex ministro
della Giustizia greco
che hanno promosso il trasferimento al di fuori
del paese degli ordigni nucleari Nato presenti.

Nazioni come la Grecia o il Canada hanno deciso di non mantenere le
bombe nucleari e se ne sono liberati rapidamente. Anche il Parlamento
Belga ha richiesto al Governo di prendere una decisione simile e anche
la stessa Germania ha cominciato a discuterne in Parlamento. Il
Direttore del Gruppo di Pianificazione Nucleare della Nato Guy Roberts,
intervistato da Rainews24, ha dichiarato: “..Ogni decisione in questo
campo è rimessa alla sovranità nazionale. Ogni nazione è libera di
decidere se intende o meno partecipare attivamente alla gestione
condivisa dei dispositivi nucleari.”

Oltre ai 50 ordigni nella base di Aviano, Rainews24 ha avuto conferma di
40 ordigni atomici anche nella base di Ghedi, vicino a Brescia, una base
italiana che non dovrebbe detenere o utilizzare ordigni nucleari,
secondo il trattato di non proliferazione nucleare, più volte
sottoscritto dal nostro paese.

Ma quale può essere la necessità di stoccare nelle basi italiane bombe
atomiche come le B-61, che hanno, secondo Krinstensen, un tempo di
attivazione addirittura di alcuni mesi? Secondo le opinioni raccolte di
Rainews24 il vero rischio potrebbe essere quello che le attuali testate
nucleari vecchie ed obsolete vengano sostituite da nuovi ordigni
nucleari più piccoli e di potenza scalabile che potrebbero aggirare i
vincoli dei vecchi trattati di non proliferazione ed essere utilizzati
potenzialmente contro i paesi del medio oriente. http://www.pieroricca.org/


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