ulivo velletri


aprile 14 2007

Il vizio della memoria

Caro Piero,

Ieri mattina apro l’Unità e ci trovo, come ormai tutti i giorni, notizie poste in un modo sempre più lontano dal mio sentire (il che non è grave) o notizie omesse per far apparire il governo meglio di quello schifo che è (e questo sì che è grave). Vado poi ai commenti e fra le lettere pubblicate, trovo quella di un tal Lehner che rivendica come un onore essere stato ospite di Craxi e la moglie ad Hammamet. Inoltre, questo signore si prodiga nel raccontare a noi poveri lettori malati di giustizialismo, le opinioni di Craxi su vecchi leader della sinistra (Occhetto e Cossutta) o su nuovi giovani promettenti (come Fassino). Ovviamente, dice Lehner, “i giudizi più negativi furono per gli eroi delle manette e per i giornalisti servili e furbetti”. Sfido io, se non fosse stato per quegli eroi e per quei giornalisti, il sistema delle mazzette non sarebbe mai emerso e la Prima Repubblica sarebbe ancora in piedi.

E’ un puro caso che io stia leggendo in questi giorni “il vizio della memoria” di Gherardo Colombo, libro in cui il magistrato racconta anche la sua esperienza di Mani Pulite. Racconta non solo degli aspetti giudiziari, ma sopratutto di quelli umani, di tutto il fango che la politica gettò addosso al Pool per screditarli, per intimidirli, per minare con vera cattiveria la serenità del loro difficilissimo lavoro.
Quello che mi ha stupito (io ero troppo piccola in quegli anni per avere memoria diretta di ciò che il magistrato racconta) è che ad un certo punto Colombo dice “Fin dalle prime battute delle indagini, per certi versi inaspettatamente, (anche se l’argomento della “questione morale” occupava già da tempo ampi spazi nell’informazione) in un legalismo rigido e severo. La gente ha sposato il processo, mitizzando chi conduceva le indagini e offrendo tutta la possibile riprovazione a chi ne era coinvolto. Stupendo anche noi, abituati ad operare, nel migliore dei casi nella generale indifferenza, la gente ha preteso svelamenti, scoperte, che tutto venisse alla luce del sole e ha voltato le spalle a coloro che fino al giorno prima erano sicuri che, tra legge e potere concreto, avrebbero tutti scelto il potere concreto, o, alla peggio, sarebbero stati a guardare. no, la gente si è schierata, e chi prima sapeva, per esperienza vissuta, che le indagini si sarebbero fermate, che in qualche modo l’indifferenza avrebbe preso il sopravvento, che sarebbe bastato lasciar passare del tempo, ha dovuto cambiare opinione.”

Ora Colombo ha deciso di lasciare la magistratura. Come biasimarlo? Il Paese è annegato nel revisionismo storico di tutti i fatti più importanti della nostra storia repubblicana e i cittadini, che non si sentono più tali, sono indifferenti a tutto quello che accade fuori dai loro portoni condominiali. Ti rendi conto che nonostante tutto, mezza Italia ha votato ancora l’uomo più illegale d’Italia? E l’altra metà, che ha votato a sinistra (ritrovandosi poi a che fare con un governo di democristiani) credendo che le cose sarebbero migliorate almeno un poco, ora deve fare i conti con l’indulto, con la solita delegittimazione della magistratura (vedi caso Abu Omar e ddl Mastella contro le intercettazioni), con il solito servilismo nei confronti dell’America (vedi Vicenza) e, da ieri, pure con il segretario del maggior partito della sinistra che invoca come padre nobile del nascente Partito Democratico, quel mascalzone di Craxi. L’Unità, giornale che fu di Gramsci, per non sbagliare, come da migliore tradizione italica, dà un colpo al cerchio e uno alla botte, mantenendo la rubrica di Travaglio e incensando contemporaneamente l’indulto.

Un abbraccio,
Elena http://www.pieroricca.org/


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