| ulivo velletri |
|
Il vizio della memoria
Caro Piero, Ieri mattina apro l’Unità e ci trovo, come ormai tutti i giorni, notizie poste in un modo sempre più lontano dal mio sentire (il che non è grave) o notizie omesse per far apparire il governo meglio di quello schifo che è (e questo sì che è grave). Vado poi ai commenti e fra le lettere pubblicate, trovo quella di un tal Lehner che rivendica come un onore essere stato ospite di Craxi e la moglie ad Hammamet. Inoltre, questo signore si prodiga nel raccontare a noi poveri lettori malati di giustizialismo, le opinioni di Craxi su vecchi leader della sinistra (Occhetto e Cossutta) o su nuovi giovani promettenti (come Fassino). Ovviamente, dice Lehner, “i giudizi più negativi furono per gli eroi delle manette e per i giornalisti servili e furbetti”. Sfido io, se non fosse stato per quegli eroi e per quei giornalisti, il sistema delle mazzette non sarebbe mai emerso e la Prima Repubblica sarebbe ancora in piedi. E’ un puro caso che io stia leggendo in questi giorni “il vizio della memoria” di Gherardo Colombo, libro in cui il magistrato racconta anche la sua esperienza di Mani Pulite. Racconta non solo degli aspetti giudiziari, ma sopratutto di quelli umani, di tutto il fango che la politica gettò addosso al Pool per screditarli, per intimidirli, per minare con vera cattiveria la serenità del loro difficilissimo lavoro. Ora Colombo ha deciso di lasciare la magistratura. Come biasimarlo? Il Paese è annegato nel revisionismo storico di tutti i fatti più importanti della nostra storia repubblicana e i cittadini, che non si sentono più tali, sono indifferenti a tutto quello che accade fuori dai loro portoni condominiali. Ti rendi conto che nonostante tutto, mezza Italia ha votato ancora l’uomo più illegale d’Italia? E l’altra metà, che ha votato a sinistra (ritrovandosi poi a che fare con un governo di democristiani) credendo che le cose sarebbero migliorate almeno un poco, ora deve fare i conti con l’indulto, con la solita delegittimazione della magistratura (vedi caso Abu Omar e ddl Mastella contro le intercettazioni), con il solito servilismo nei confronti dell’America (vedi Vicenza) e, da ieri, pure con il segretario del maggior partito della sinistra che invoca come padre nobile del nascente Partito Democratico, quel mascalzone di Craxi. L’Unità, giornale che fu di Gramsci, per non sbagliare, come da migliore tradizione italica, dà un colpo al cerchio e uno alla botte, mantenendo la rubrica di Travaglio e incensando contemporaneamente l’indulto. Un abbraccio, |