ulivo velletri


aprile 24 2007

Legge Mastella

Salvaguardare la privacy degli imputati potenti: ecco un’altra emergenza nazionale cui il partito trasversale dell’impunità ha finalmente posto rimedio, votando la settimana scorsa alla Camera il disegno di legge Mastella. Come si addice alle emergenze, il voto è stato praticamente all’unanimità, con sole sette astensioni.
La legge estende il novero dei documenti di indagine e del processo non pubblicabili, a cominciare dai testi delle intercettazioni, e prevede sanzioni pecuniarie insostenibili per i giornalisti che le pubblicano. Tutto questo in nome dei diritti degli indagati e in barba al dovere di cronaca, cioé al diritto dei cittadini ad essere informati.
In presenza di questa legge difficilmente avremmo saputo degli scandali più gravi degli ultimi anni: i giornali ne avrebbero potuto parlare in modo allusivo o edulcorato, le conseguenze presso l’opinione pubblica sarebbero state ancora più blande. L’unanimità non stupisce e nemmeno il silenzio della gran parte dei media: la legge fa comodo a entrambi gli schieramenti, ai furbetti di destra e sinistra, e in fondo non dispiace agli editori: meno notizie scomode si pubblicano, meno grattacapi si rischiano. Poco importa ai legislatori mastelliani che l’accesso dei cittadini all’informazione ne risulti ulteriormente limitato, a tutto vantaggio dell’irresponsabilità del potere. E dire che in molti votarono Unione per veder estesa la libertà di cronaca, approvati porvvedimenti anti-corruzione e cancellate le leggi vergogna. Le quali al contrario nell’ultimo anno sono state integrate, dapprima con l’indulto e ora con la legge Mastella. Quelle preservavano il potente di turno dal rischio di una condanna, questa lo protegge dal danno di immagine.
Rivela lo spirito della norma anche il codicillo che riduce sensibilmente il numero dei centri di ascolto e pone i provvedimenti di intercettazione sotto l’esame della corte dei Conti.

Qui trovate una sintesi del testo approvato alla Camera.
Qui le ragioni critiche sintetizzate da Marco Travaglio.

Non è difficile immaginare che il partito trasversale dell’irresponsabilità vorrà chiudere in fretta (e in sordina) la pratica al Senato. Per la società civile, o quel che ne rimane, sarebbe quasi ora di battere un colpo. Che cosa proponete? http://www.pieroricca.org/


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