Hillary Clinton e la figlia Chelsea alla Convention di Denver
di Alessandra Baldini
Vestita di bianco come una sposa, ma in tailleur pantaloni come una donna in carriera, accompagnata dalla figlia Chelsea e non dal marito Bill, Hillary Clinton ha fatto le prove generali sul podio della Convention democratica per il discorso più importante e difficile della sua vita.
E' Hillary Day a Denver: il palco del Pepsi Center oggi è stato tutto suo anche se in teoria il clan di Barack Obama aveva affidato all'ex governatore della Virginia Mark Warner, il 'keynote speaker', il discorso più importante della serata.
Tutto è coreografato nell'ultimo dettaglio: un video curato dagli amici storici di Hollywood Linda e Harry Thomason ha raccontato la traiettoria politica della ex First Lady con un breve omaggio anche al rivale Obama.
Nulla è casuale, neanche il vestito bianco indossato nel sopraluogo del Pepsi Center: un messaggio di fedeltà a dispetto del tradimento.
E' in questo spirito, nell'88esimo anniversario del voto alle donne, che l'ex rivale di Obama ha affrontato la sfida della Convention. Una kermesse che, se avesse strappato lei la candidatura, avrebbe potuto essere all'insegna del potere femminile, ma che gli elettori democratici hanno invece consegnato al suo rivale Barack Obama rinviando a data da destinarsi il traguardo di una Casa Bianca in rosa.
I Clinton sanno che questi sono i giorni di Obama, e lo sa anche John McCain, il rivale repubblicano che, violando la tregua tra partiti durante le Convention, ha continuato ad attaccare il candidato democratico inviando a Denver alcuni 'pezzi da novanta', l'ex sindaco di New York Rudy Giuliani e l'ex governatore del Massachusetts e 'papabile' vice Mitt Romney.
Usando Hillary per far breccia nella fragile unità dei democratici, McCain ha lanciato un nuovo spot che usa la First Lady per seminare zizzania: "Hillary ha ragione", conclude lo spot clonato da quello celebre delle 'tre di notte' dopo che l'ex First Lady, nel messaggio promozionale di qualche mese fa, aveva elogiato l'esperienza di McCain in fatto di politica estera criticando Obama su questo stesso fronte.
E' il terzo spot in tre giorni a tema Hillary diffuso dalla campagna di McCain: una strategia consapevole per dividere il partito democratico fratturato da tensioni. Significativi di questo clima sono gli insulti volati tra delegati afro-americani in un hotel di Denver.
Emil Jones, delegato vicino a Obama, ha dato alla clintoniana Delmarie Cobb della "Zio Tom": l'insulto preso a prestito dal personaggio del celebre romanzo 'La Capanna dello Zio Tom' di Harriet Beecher Stowe del 1852 viene usato per insultare i neri che agiscono con un atteggiamento di sottomissione nei confronti dei bianchi.
E ad accrescere la tensione ci sono stati i quattro arresti resi noti ieri notte negli ambienti dei suprematisti bianchi col sospetto di un complotto per uccidere Obama. C'é chi ha parlato di una possibile Dallas sventata, ma dalle prime indicazioni sembra che si sia trattato solo di un gruppo di balordi con precedenti penali per droga, poco organizzati anche se simpatizzanti delle organizzazioni razziste bianche americane.
Il procuratore federale del Colorado, Troy Eld, ha decisamente minimizzato la minaccia. "Siamo assolutamente certi - ha indicato Eld - che non c'é nessuna minaccia credibile contro il candidato, la Convenzione Democratica, il popolo del Colorado".http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/elezioniusanews/visualizza_new.html_757786255.html