ulivo velletri


febbraio 28 2006

Fossili di governo alla guerra europea per i combustili fossili (di Vincenzo Miliucci/Cobas ) wallace Alla faccia del Mercato, l'Europa dell'Energia va alla guerra! Lo scontro tra il governo francese e quello italiano per il controllo europeo dell'energia ripropone il protezionismo di Stato piuttosto che le suggestioni della globalizzazione. Ricapitoliamo. Alla vigilia del 3° millennio sembrava un dato acquisito la preminenza dei francesi in Europa attraverso la statale EDF.In ItaIia , stante la Direttiva UE sulla liberalizzazione del mercato dell’elettricità , il centrosinistra con la Legge Bersani del 1999 imponeva all’Enel di scendere sotto il 50% della produzione elettrica con la vendita ai privati di decine di centrali . Tornavano i “ padroni del vapore” con 3 gruppi : Endesa , Edison, Tirreno Power . Le ex municipalizzate nelle grandi città del centro-nord incorporavano la rete distributiva-commerciale dell’Enel : Acea/Roma, Aem/Milano, Aem/Torino, Asm/Brescia, Hera/Bologna,…… che a loro volta entravano ( stante la trasformazione in Spa) nelle cordate dei privati, Acea in Tirreno Power, Aem/Mi in Edison, Asm/Bs in Endesa, Aem/To + Amga/Ge nel nascente polo del NordOvest, Hera+Meta+…. in quello del NordEst . In Germania RWE e E ON , in Belgio Electrabel , in Spagna Endesa, non erano in grado di competere con il colosso francese EDF. In Francia, solo a metà del 2005 il governo ha recepito la legge sulla liberalizzazione, ma intanto l’EDF ha continuato a fare shopping in Italia e in Europa accrescendo la sua posizione dominante : ha ottenuto da Berlusconi di poter controllare Edison, il 1° gruppo privato dopo l’Enel ( con una deroga alla legge italiana che vieta alle aziende statali di detenere più del 2% in altre aziende), in cambio dell’OK dei recalcitranti francesi al progetto dell’Alta Velocità in Val di Susa. In Italia, all’Enel pur scesa sotto il 50% è stato permesso di fare shopping di centrali ( anche nucleari) soprattutto nell’Est europeo, Cecoslovacchia, Cekia, Bulgaria, Romania,……,oltre a partecipazioni nel programma nucleare francese e all’aumento delle quote di importazione. Dal 2002 è operante anche la liberalizzazione del Gas, e in Italia al precedente macro gestore ENIgas , si è aggiunta EnelGas( a che scopo la concorrenza di due aziende controllate dallo stato e in presenza di un unico tubo ??), Edisongas e altri ancora. L’Enel sotto la gestione Conti ( Scaroni è passato dall’Enel all’Eni) e con la supervisione del ministro Scaiola, ottiene di poter scalare attraverso OPA , sia Endesa ( che a sua volta è sotto scalata della tedesca E ON ) , sia la francese SUEZ ( ovvero Lyonnese des Aux, tra i 4 leader mondiali dell’Acqua: come mai di questa decisiva terza fonte di “energia”- e di chi ne possiede il controllo - in questo scandalo non se ne parla ?!) che controlla Electrabel ( 5° gruppo elettrico UE) e che a sua volta ha il 40% delle azioni di “ ACEA Electrabel elettricità”, con il suo Amministratore Delegato Jean Pierre Hanson che siede nel CdA del Gruppo ACEA. Entrambi i governi spagnolo e francese hanno inteso queste OPA “ italiane” come ostili, correndo ai ripari attraverso l’intervento diretto degli Stati, con concentramenti e fusioni di Aziende a controllo statale o con alleanze capaci di garantire l’indirizzo originario. Sotto la regia dei rispettivi governi, così sta avvenendo in Francia con Suez accorpata in Gaz de France , e in Spagna con Endesa accorpata con Iberrola (o alleata ad E ON) , alla faccia del massimo principio capitalista della “ libertà di mercato” : risulta oltremodo evidente che “ l’interesse della nazione” coincide con i gruppi di potere e che questo, il potere politico-.economico,è storicamente preminente rispetto alla favola del “ libero mercato-impresa”. Con questi ulteriori mancati affari - ricordate il naufragio recente dei “ furbetti del quartierino” nelle scalate Coop-Bnl e Popolare Lodi ; ora bisogna indagare sui retroscena del trappolone scattato ai danni di Berlusconi e soci ,in piena campagna elettorale - con le OPA autorizzate all’Enel dal governo in Italia stavamo arrivando al paradosso che, dopo la liberalizzazione accelerata dal centrosinistra nel 1999, con l’Enel costretta a vendere Centrali e Rete Distributiva a Endesa e Acea, nel 2006 con un Enel smembrata e ridimensionata il centrodestra ha puntato a testa bassa al controllo- riacquisto di Endesa e di Acea ( attraverso Electrabel-Suez) ! Le Autority italiane ed europee tacciono, così come i partiti e le associazioni dei consumatori , che nulla dicono dell’aumento , dal 25 al 32%, delle tariffe luce/gas,la cui drastica riduzione era invece il presupposto stesso della liberalizzazione ! Sempre dentro il rischio “ black out” , con la ripresa della velleità del “ nucleare” dopo la “ scarsità-riduzione” del gas russo ( Scaroni/Eni, sotto pressione di Berlusconi “ culo e camicia” con Putin/Gazprom, ha disdetto alcuni contratti con l’Algeria” nazione non sicura”), ci si sarebbe aspettati una politica europea per l’energia ( la Conferenza italiana è stata annullata dal governo preoccupato dalle ripercussioni negative per il taglio degli approvvigionamenti del gas russo) con annesso Piano Energetico Europeo, con fonti di approvvigionamento dettate da una politica estera lungimirante , finalizzata al rispetto del Protocollo di Kyoto e alla massificazione delle energie rinnovabili e del risparmio. Così non è, l’energia nonostante il progressivo esaurirsi delle fonti fossili viene incentivata al consumo-spreco, e per garantirsela i governi entrano i conflitto e i combine tra loro, compresa la “guerra permanente” e l’aggressione ai paesi produttori, ieri l’Irak ,domani……www.liblab.it

postato da ulivovelletri | 06:49 | commenti
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